Capua. Le “battute finali” del sindaco e la pazienza finita dei capuani
Negli ultimi mesi i cittadini di Capua hanno assistito a una comunicazione istituzionale sempre più frequente da parte del sindaco Adolfo Villani, fatta soprattutto di aggiornamenti quotidiani sui social in cui vengono elencati bandi, delibere, lavori avviati e iniziative amministrative. Tuttavia, al di là dell’informazione, cresce la sensazione che questi messaggi non rispondano alle reali esigenze della città e che rappresentino spesso meri copia-incolla di atti amministrativi, senza approfondimenti o spiegazioni utili.
L’aspetto più evidente riguarda il ponte sul Volturno: per mesi è stata annunciata la riapertura entro il 31 dicembre 2025, ma oggi di quella data non c’è più traccia nelle comunicazioni ufficiali. Nessuna conferma, nessuna smentita, nessun aggiornamento reale. E il silenzio pesa, perché si tratta di un’infrastruttura fondamentale per la viabilità e lo sviluppo economico.
Un’altra questione che preoccupa i cittadini riguarda l’incertezza sulle scuole, come nel caso della materna ed elementare di via Brezza. Alla domanda legittima dei genitori sulla futura collocazione degli alunni, la risposta del sindaco è stata semplicemente “Media Ettore Fieramosca”, senza ulteriori indicazioni. Un modo di comunicare che appare distaccato, poco empatico e che non tiene conto delle esigenze organizzative delle famiglie.
Intanto gli aggiornamenti sugli asili nido si susseguono: quello nel campo profughi, quello di Rione Carlo Santagata, quello di via Asilo Infantile, quello di Sant’Angelo in Formis. E poi l’asilo di via Martiri di Nassirya. Nonostante ciò, nei vari annunci si leggono sempre le stesse formule: “battute finali”, “ultime fasi”, “entro pochi mesi”. Ma senza date precise, senza cronoprogrammi, senza risposte concrete sulla messa in funzione delle strutture o sulla loro gestione.
A tutto questo si aggiunge il malcontento derivante dal recente programma natalizio, ritenuto da molti commercianti un fallimento e incapace di generare ricadute positive. Un’occasione mancata, soprattutto se si considera che la città dispone di numerosi locali comunali in disuso, abbandonati o in pessime condizioni, che avrebbero potuto essere concessi in fitto a un prezzo simbolico durante il periodo festivo. Questa scelta avrebbe permesso di creare laboratori, spazi per artigiani e piccoli mercatini, offrendo opportunità ai commercianti e vitalità al centro storico, invece di lasciare quegli immobili inutilizzati.
Il problema principale è sicuramente una comunicazione superficiale, autoreferenziale e poco trasparente. Annunciare atti amministrativi non significa instaurare un dialogo con la cittadinanza. A Capua si comunica molto, ma si spiega poco. Si promette spesso, ma si risponde raramente. E quando le domande arrivano, le risposte sono scarne e non risolutive.
La città non ha bisogno di proclami o slogan ripetuti, ma di chiarezza sui tempi delle opere, di informazioni precise, di confronto con la stampa e con i cittadini. Ha bisogno di una leadership capace di assumersi responsabilità, di parlare con sincerità e non con frasi fatte.
Capua oggi vive una distanza evidente tra ciò che viene annunciato sui social e ciò che i cittadini vivono ogni giorno. Una distanza che non potrà essere colmata con altri post, ma solo con trasparenza, umiltà e concretezza. Perché i capuani non chiedono grandi parole: chiedono risposte. E un’amministrazione che voglia dirsi vicina alla comunità ha il dovere di darle.
{gallery}FotoArticoli//25/natale/02{/gallery}